In Alabama nei luoghi di Hank Williams

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Durante il mio viaggio negli Stati Uniti del Sud ho seguito diversi temi e ispirazioni, dai cimiteri alla guerra civile, fino alla letteratura. Ma c’è stato spazio anche la musica; in particolare il country e ancor più in particolare Hank Williams. Un musicista morto giovanissimo oltre 60 anni fa, che continua a affascinare e a raccogliere fans con quel pugno di canzoni che è riuscito a scrivere nella sua breve e folgorante carriera. E neanche io sono immune al suo fascino. Così mi sono ritrovata a guidare per le strade del Sud più rurale, in cerca dei luoghi di Hank Williams in Alabama, e di quelle atmosfere che sono state raccontate in canzoni, libri e film con cui sono cresciuta.

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Casa museo di Hank Williams, Georgiana, Alabama. Notare il cartonato fan-art sulla sinistra.

In Alabama nei luoghi di Hank Williams – Montgomery

Un viaggio sulle tracce di Hank Williams comincia per forza a Montgomery, la capitale dell’Alabama. Non è la sua città natale, perché nacque nel 1923 a Mount Olive, un sobborgo della vicina Birmingham. Visse per qualche anno a Georgiana, e poi la sua famiglia si trasferì a Montgomery, dove Hank crebbe e iniziò la sua carriera come musicista country. E anche dove conobbe e sposò l’amata moglie Audrey. A distanza di 60 anni la sua memoria è tutt’altro che svanita, e i suoi fans continuano a compiere pellegrinaggi nei luoghi dedicati a lui.

A proposito: scopri cosa vedere a Montgomery (oltre ai luoghi di Hank Williams)

Statua di Hank Williams

La cittadina di Montgomery è giustamente orgogliosa del suo illustre cittadino tanto da dedicargli una statua. La versione bronzea di Hank Williams si erige in mezzo allo spartitraffico di Commerce Street, e se la scelta di uno spartitraffico come location per un monumento è a dir poco infelice, almeno la statua è ben fatta e rassomigliante. Se non fosse che è tutto nero sembra proprio l’originale: ci assomiglia molto sia come fisionomia che come atteggiamento. Alto e magro, con un completo western e un cappello da cowboy, che suona la chitarra con il suo timido sorriso.

statua hank williams

Hank Williams Museum

Tappa fondamentale a Montgomery è l’Hank Williams Museum, un piccolo museo traboccante di cimeli di ogni tipo: dischi, abiti, oggetti personali, lettere, documenti, foto di famiglia, articoli di giornale. Tutta questa roba è stata comprata all’asta nell’arco di molti anni da un appassionato collezionista, che alla fine ha realizzato il suo sogno di condividere la sua collezione con gli altri fans aprendo un museo. Il pezzo forte della collezione è la Cadillac azzurra nella quale morì Hank Williams nel 1953, a causa dei suoi abusi di alcool e morfina, o forse a causa delle patologie di cui soffriva (spina bifida occulta, e probabilmente aveva la sindrome di Marfan), o magari di un mix di entrambe le cose. Una macchina bellissima con una storia tristissima.

L’ingresso al museo è a pagamento, e dentro è assolutamente proibito scattare fotografie o girare video. Ci sono telecamere di sicurezza e i proprietari sono severissimi.

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Cimitero e tomba di Hank Williams

Ma la vera tappa obbligata da fare è all’Oakwood Cemetery di Montgomery, per visitare la tomba di Hank Williams. Il cimitero si trova ai margini della cittadina, è una vasta distesa di croci e lapidi che punteggiano una verde collina. A scanso di equivoci, un grosso cartello all’ingresso del cimitero indica con una freccia la presenza della tomba del celebre defunto. È uno di quei cimiteri americani in cui puoi guidare per le strade tra le tombe, alle sue spalle c’è aperta campagna e ho rischiato di investire quello che credo fosse un coyote, cercando di arrivare vicino alla tomba con la macchina.

tomba hank williams montgomery

La tomba in questione è facile da trovare perché è talmente grande e vistosa che è difficile non notarla. È fatta di marmo bianchissimo, così bianco che quel giorno era abbagliante sotto al sole battente dell’Alabama (era già metà novembre ma batteva eccome). Ed è una doppia sepoltura, perché Hank riposa accanto alla moglie Audrey, che nonostante le corna fatte e i figli avuti con altre donne, è sempre stata l’unica che ha voluto accanto a sé, per sempre.

Io non credo di aver mai visto una tomba tamarra come questa, e ti assicuro che ne ho viste tante. Sarà per il marmo abbacinante, o forse per la scultura di un cappello da cowboy, per le incisioni con le copertine dei suoi dischi, le note musicali svolazzanti e i titoli delle canzoni. O forse per il fatto che è circondata da erba sintetica (verde fosforescente e abbagliante pure quella) perché i fans continuavano a strappare quella vera e portarsela via come souvenir. Ad ogni modo è una roba talmente assurda che merita di essere vista, anche nell’infelice caso in cui non te ne freghi nulla di Hank Williams. Uno dei tanti elefanti rosa che trovato nei miei viaggi alla scoperta dei cimiteri di tutto il mondo.

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In Alabama nei luoghi di Hank Williams – La I-65, the Lost Highway

Dopo aver visitato il cimitero ho lasciato Montgomery e ho guidato in direzione sud per raggiungere Monroeville, la mia tappa successiva. E senza averlo realmente programmato ho percorso la Interstate-65, che è stata ribattezzata “the Lost Highway” in onore di Hank Williams – come il titolo di una sua canzone – perché appunto attraversa i luoghi in cui è nato e vissuto. Avrei dovuto percorrere comunque quella strada, ma sapere che è stata dedicata a lui l’ha resa più interessante.

E ce n’era davvero bisogno perché è una delle strade più monotone e allo stesso tempo pericolose degli Stati Uniti del Sud. Ha solo due corsie per senso di marcia, è costeggiata dagli onnipresenti fossi in vece della corsia di emergenza, è piena di enormi camion e come se non bastasse è l’unica via di accesso a una serie di abitazioni i cui vialetti di ingresso danno direttamente sulla interstatale. Questo porta come conseguenza la presenza dei mezzi più fastidiosi di tutti gli on the road in America: gli scuolabus e i furgoncini della posta. Tali mezzi godono della più grande venerazione da parte del popolo americano, pertanto non possono essere superati né avvicinati troppo, bisogna stare ad una rispettosa e devozionale distanza, ma dietro. Sono lentissimi e fanno una fermata ogni 10 metri. Personalmente mi hanno fatto sbroccare più di una volta. Ma sto divagando. Riassumendo: la Lost Highway o I-65 è dedicata a Hank Williams ma a parte questo non c’è nient’altro di particolarmente eccitante.

Anzi, qualcosa c’è, e mi è stato rivelato da un grosso cartello lungo la Interstate, che segnalava la presenza di una roadside attraction di cui non sapevo nulla. Ed è la prossima tappa di questo itinerario in Alabama nei luoghi di Hank Williams.

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La casa museo di Hank Williams a Georgiana, Alabama

Insomma, sulla strada più noiosa d’America è apparso questo cartello, con il sorriso di Hank e tutti i suoi strani denti, che invita gli automobilisti a svoltare alla prossima uscita per visitare nientemeno che la casa di Hank Williams. Ho immediatamente svoltato e mi sono lasciata alle spalle la mortalmente tediosa I-65. Voglio immaginare che abbia svoltato in stile Magnum PI, con tanto di stridìo di gomme, macchina inclinata su due ruote e segni di pneumatici infuocati. Ma siccome alla guida sono prudente come la nonnina di Titti in realtà è andata diversamente.

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La signora della casa museo di Georgiana

Dopo poche miglia sono arrivata a Georgiana, un villaggio rurale con un campo da baseball e più chiese che abitazioni. Una delle poche abitazioni è quella in cui un giovanissimo Hank Williams ha vissuto con la sua famiglia, fino all’età di 10 anni (e infatti viene chiamata Boyhood Home), nonché l’unica delle tante case in cui ha vissuto che è sopravvissuta fino ai nostri anni. Oggi la casa è stata trasformata in un museo, che esibisce qualche pezzo di mobilia originale e qualche cimelio di quando i Williams vivevano qui. La proprietaria è una loquace e agguerrita signora, che dalla sua sedia a dondolo racconta incessantemente qualcosa in un dialetto southern talmente stretto che non ci ho capito quasi nulla. La stanza più interessante è la camera da letto, che vanta una coperta patchwork con l’intera vita di Hank narrata per episodi. C’è anche la fotografia di un evento paranormale: un fan avrebbe immortalato il volto del musicista nelle nuvole sopra al cimitero di Oakwood.

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Visto che foto e video sono permessi e la proprietaria era ben felice della cosa, ho realizzato un breve video dove ti mostro la casa-museo e anche la tomba al cimitero di Montgomery. Lo trovi insieme a altri video di viaggio nel mio canale YouTube.

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