San Casciano: arte, storia e castelli nel Chianti Classico

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san casciano chianti classico

Di tanti paesi del Chianti Fiorentino uno dei miei preferiti è San Casciano Val di Pesa. Noto ai più solo per le vicende del Mostro di Firenze, è invece un borgo che merita di essere conosciuto per altri motivi. Per la sua storia antica, per i suoi prodotti d’eccellenza, per i suoi illustri abitanti e per le tante opere d’arte poco conosciute ma molto preziose, che sono disseminate sul suo territorio.

Un territorio dominato da dolci colline coltivate con olivi e vigneti – San Casciano fa parte della sottozona del Chianti Classico e qui vengono prodotti alcuni tra i vini più pregiati d’Italia – e punteggiato di piccole frazioni e antichi castelli, che spesso oggi ospitano importanti aziende vinicole.

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Cosa fare a San Casciano Val di Pesa

San Casciano è racchiuso da una cinta di mura medievali, costruite nel XIV secolo e ancora oggi molto ben conservate. Il cuore del paese è la piazza Pierozzi, dove la torre dell’orologio sorge sopra a un arco che scavalca un vicolo. Accanto alla torre c’è una curiosa targa in pietra risalente al XVI secolo, che in pratica sancisce il diritto di chiunque di non essere importunato dai creditori nel giorno di mercato a San Casciano, ad eccezione delle tasse da pagare al Granducato di Toscana.

san casciano val di pesa

Costeggiando le mura del borgo raggiungerete il Museo di San Casciano, ospitato nel convento e nella chiesa di Santa Maria del Gesù. Il museo è piccolo ma ci sono alcune opere molto importanti che spiccano tra le decine di arredi sacri e la piccola collezione di reperti archeologici etruschi collocata al primo piano. I dipinti più importanti sono il San Michele Arcangelo di Coppo di Marcovaldo (uno dei miei artisti medievali preferiti!), del 1250 circa, e la Madonna con Bambino di Ambrogio Lorenzetti, del 1319. Segnalo anche il fusto di Cabestany, piccolo capolavoro di arte romanica realizzato nel XII secolo.

Nella sezione archeologica del museo spicca la stele dell’arciere, grande bassorilievo del VII secolo a.C. ritrovato in una tomba etrusca, la Tomba dell’Arciere appunto, nella frazione di Montefiridolfi. La Tomba dell’Arciere è visitabile ogni giorno dalle 9 fino ad un’ora prima del tramonto, e ci si arriva percorrendo a piedi un sentiero ben segnalato di circa 500 metri.

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L’ingresso al Museo di San Casciano costa 5 euro, aggiungendo altri 2 euro si può salire anche sulla Torre del Chianti, una cisterna per l’acqua alta 33 metri, che conserva ancora la sua funzione di deposito idrico, ma sa qualche anno è diventata anche una terrazza panoramica con una splendida vista su tutto il Chianti.

La chiesa della Misericordia risale al 1300, anche se è stata modificata più volte nel corso dei secoli, e per essere una piccola chiesa di provincia conserva numerose opere d’arte interessanti. La più importante è il crocifisso di Simone Martini, che probabilmente era originariamente destinato alla cappella del Palazzo Pubblico di Siena. Non dimenticate di cercare le altre due lapidi in pietra poste sul fianco sinistro della chiesa: furono poste nel 1600 dagli Otto di Guardia e Balia, ovvero la “polizia” della Repubblica Fiorentina e poi del Granducato di Toscana, e in sostanza proibiscono “ogni sorte di giuoco e bruttura”, pena due e due tratti di corda.

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Quella dei tratti di corda era una tortura molto diffusa a Firenze nel passato, e consisteva nell’appendere la vittima al soffitto per i polsi, con le braccia legate dietro la schiena, fino a slogare le articolazioni delle spalle; ogni “tratto” era un giro di corda che tendeva le braccia sempre di più. Fu la stessa tortura che toccò al povero Niccolò Machiavelli quando fu accusato di tradimento e poi esiliato dai Medici, a lui toccarono sei tratti di corda. Si salvò solo grazie alla sua forma fisica e ai suoi muscoli molto sviluppati grazie ad anni di equitazione, perché molti altri morivano in seguito a questa tortura.

Machiavelli e l’Albergaccio

san casciano albergaccio

A proposito di Niccolò Machiavelli, nella frazione di Sant’Andrea in Percussina c’è l’Albergaccio, la casa dove fu esiliato nel 1512 dai Medici e dove scrisse Il Principe, la Mandragora e le altre sue opere più famose. Oggi Casa Machiavelli è un museo dove si può ammirare il tavolo su cui egli scrisse il Principe, la cucina dove si preparava gli spuntini di mezzanotte, e le splendide cantine dove ancora oggi viene prodotto il Chianti Classico. Dalle cantine si passa attraverso il passaggio segreto che sbuca proprio nelle cucine dell’osteria dall’altra parte della strada, dove Machiavelli andava di nascosto a bere, mangiare, giocare d’azzardo e a spassarsela con le donne, visto che la taverna era anche un bordello. Anche oggi possiamo fare esattamente come Machiavelli e fermarsi a mangiare perché l’osteria c’è ancora, si chiama L’Albergaccio di Machiavelli e propone ottima cucina toscana (ci ho mangiato una fiorentina perfetta).

san casciano albergaccio

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il tavolo dove Machiavelli scrisse Il Principe

Castelli e Chianti Classico

san casciano chianti classico

Il territorio di San Casciano Val di Pesa è punteggiato di numerosi castelli, costruiti a scopo difensivo nel medievo e poi spesso trasformati in ville di campagna e fattorie per le ricche famiglie di Firenze. Oggi molti di questi castelli ospitano importanti aziende vinicole del Consorzio Vino Chianti Classico (quello del Gallo Nero), dove è possibile anche dormire, mangiare e naturalmente fare degustazioni di vini e olio extravergine d’oliva e acquistare i prodotti direttamente alla fonte.

Tra i castelli del Chianti che ospitano aziende vinicole vi segnalo:

  • il Castello di Bibione, a Montefiridolfi
  • il Castello di Montefiridolfi
  • il Castello di Gabbiano, a Mercatale

Non male eh? Siete mai stati a San Casciano Val di Pesa? O vi ho fatto venire la voglia? Raccontatemelo nei commenti!

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Castello di Gabbiano

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