Cimitero delle Fontanelle, Napoli

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cimitero delle fontanelle

Non ero mai stata a Napoli. Buuuh vergogna! Però ho rimediato. Ci sono stata per 2 giorni e mezzo, e tra l’altro non me la sono goduta quanto avrei voluto perché ero lì per lavoro e avevo poco tempo per visitare la città. Però c’erano due posti in particolare che volevo visitare da anni e che non mi sarei persa per niente al mondo. Uno è la cappella di San Severo, ma per adesso la lascio da parte e magari ne parlerò in un’altra occasione; l’altro è il Cimitero delle Fontanelle, chiamato affettuosamente dai napoletani “delle anime pezzentelle”.

Ci sono stata in una mattina piena di sole, era martedì e non c’era quasi nessun altro visitatore oltre a me. Anche se è un po’ decentrato ci sono arrivata a piedi perché sarebbe stato un peccato negarmi il piacere di una passeggiata per le vie di Napoli. E poi il percorso è disseminato di friggitorie… comunque la pasta fritta mi ha rallentata ma non mi ha fermata e ho raggiunto il Cimitero delle Fontanelle. Avrei fatto volentieri una delle visite guidate che vengono offerte dalle guide locali, ma non mi ero organizzata per tempo. Così ho visitato il cimitero delle anime pezzentelle da sola, seguendo i consigli del custode all’ingresso, una persona gentilissima e sinceramente affezionata a questo luogo.

cimitero delle fontanelle napoli

Il cimitero delle Fontanelle di Napoli

Come avrai capito dalle foto questo non è un cimitero come tutti gli altri. Il luogo dove si trova e la sua storia lo rendono speciale. Ma ancora di più sono le tradizioni e il rapporto con i napoletani a renderlo unico e incredibilmente vivo.

La sua storia del Cimitero delle Fontanelle comincia nel 1500, quando qui c’erano delle profonde cave di tufo e si cominciò a trasferirvi i resti umani provenienti da vecchie sepolture nelle chiese. Ma fu dal 1600, con una serie di sciagure colpitono Napoli, che le gallerie delle Fontanelle si sono riempite di centinaia di migliaia di resti di napoletani tra i più poveri. Vittime di epidemie di peste e di colera, morti nelle rivolte popolari o nelle tragiche eruzioni del Vesuvio. A fine ‘800 una squadra di pie donne capitanate da un sacerdote si dedicarono alla missione di ripulire e ordinare le centinaia di migliaia di ossa umane, sistemandole come le vediamo oggi. Se vuoi conoscere in dettaglio la storia completa ti rimando al sito ufficiale.

ingresso nelle cave del cimitero

Le anime pezzentelle del Cimitero delle Fontanelle

L’aspetto più affascinante del cimitero però è quello delle tradizioni popolari che sono cresciute intorno a questo luogo. Leggende e tradizioni che si intrecciano in modo inestricabile con la millenaria storia di Napoli, con il suo rapporto tutto originale con i morti e con gli aspetti più popolari e arcaici della religione.

Per decenni i napoletani sono venuti qui a prendersi cura delle anime pezzentelle, spolverando i resti, ordinando con cura le ossa, portando piccoli doni e ex voto ai morti in cambio di una grazia, parlando con i defunti e confidando loro paure e desideri più intimi.

Non importa se quei resti appartengono a sconosciuti il cui nome è ormai dimenticato da secoli, perché ogni napoletano del passato è un antenato dei napoletani di oggi. E finché ci sarà qualcuno che viene al cimitero delle Fontanelle a prendersi cura dei morti, nessuno di loro sarà mai davvero dimenticato.

Oggi queste forme di devozione popolare sono proibite e fortemente scoraggiate dalla chiesa cattolica che non le vede di buon occhio. Ma è chiaro che queste tradizioni non si sono mai completamente interrotte e continuano ancora oggi, nonostante il divieto. Ne sono la prova le valanghe di lettere, messaggi e bigliettini lasciati sui teschi, i fiori, le fotografie, gli ex voto sparsi ovunque. Testimonianze concrete di come il Cimitero delle Fontanelle sia un luogo vivo e frequentato dai vivi, oggi come allora.

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ex voto al cimitero delle fontanelle

Visitare il Cimitero delle Fontanelle a Napoli

È molto difficile raccontare a parole le emozioni che si provano visitando questo luogo, perché sono emozioni viscerali e antiche. È stato come riscoprire degli archetipi che avevamo dimenticato da generazioni, ma che in fondo avevamo sempre avuto dentro, sepolti sotto strati fatti di secoli di culture che si sono sovrapposte fino a celare quelli più antichi.

Alle Fontanelle non si guardano semplicemente dei resti umani. Si incontrano le anime pezzentelle di persona, ognuna con la propria storia, si immaginano persone, volti, vite e amori. E alla fine quei teschi consumati con le orbite vuote non sembrano più dei memento mori, ma degli appassionati inni alla vita.

Ho fatto anche un breve video del Cimitero delle Fontanelle che trovi qua sotto e sul mio canale YouTube (iscriviti per altri video di viaggi, libri e cimiteri!).

teschi e altari votivi

Consigli per la visita

I consigli che ti do riguardo al Cimitero delle Fontanelle sono gli stessi che mi ha dato il custode: cerca di visitare questo luogo due volte, prima da solo, assecondando le emozioni e l’istinto, e poi con la visita guidata, per approfondirne la lunga storia, le leggende e il rapporto con il Rione Sanità in cui si trova.

Infine ricordati di rispettare il luogo e i resti umani, e di mostrare lo stesso rispetto anche per la fede e la devozione delle persone vive che hanno lasciato fiori, bigliettini, ex voto e ricordi. Non toccare niente e non portare via niente.

Orari di apertura

Il cimitero è aperto ogni giorno con orario 10.00-17.00, l’ingresso è gratuito.

teschi umani in un altare

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2 commenti

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    Sono stato a Napoli varie volte nella mia vita, ma non avevo mai sentito parlare del cimitero delle fontanelle.
    Questa tradizione napoletana mi ha emozionato, e mi sono ripromesso che, la prossima volta che mi capiterà di tornarci, e spero che sia a breve, mi ritaglierò un pò di tempo da dedicare a questa tradizione che retengo molto interessante.
    Michele Marra

    • claudia garage

      Ciao Michele, ti consiglio davvero una visita, il cimitero delle Fontanelle un luogo speciale, se come me ami Napoli ti farà capire meglio le tradizioni e lo spirito della città!

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