I custodi dimostratori della Certosa di Bologna

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La Certosa di Bologna è un cimitero unico in Italia e in Europa, per svariati motivi. Prima di tutto per la sua storia: monastero certosino fin dal XIV secolo, fu trasformato in cimitero nel 1801, riconvertendo gli antichi edifici religiosi ad un nuovo uso civico, esaltando gli aspetti artistici e monumentali. E poi per la ricchezza del suo patrimonio artistico: sculture, pitture e affreschi, architetture di grande pregio, spesso diventati modelli ripresi in tutta Italia. Ma la Certosa è unica anche perché ha creato una figura professionale antica ma estremamente attuale, quella del custode-dimostratore. Il custode dimostratore era non soltanto il custode del cimitero (vi risiedeva insieme alla sua famiglia), ma anche una guida turistica preparata ad accogliere i visitatori, in particolare gli stranieri, e a illustrare loro i capolavori artistici della Certosa.

I custodi dimostratori della Certosa di Bologna

Fin dalla sua apertura il cimitero diventò una vera e propria galleria d’arte, dove i Bolognesi venivano a passeggiare sotto ai portici e ad ammirare e giudicare gli ultimi monumenti installati. E fin dai primi anni attirò anche l’interesse dei viaggiatori stranieri, che, impegnati nei Grand Tour in giro per l’Italia, amavano visitare i cimiteri per il loro mix di fascino malinconico, tradizioni locali e opere d’arte. Si rese così necessaria un professionista formato apposta per accompagnare i visitatori e spiegare loro quello che stavano ammirando.

cimitero della certosa di bologna

Il custode dimostratore indossava un’uniforme da ufficiale comunale con cappello a tricorno, era disponibile tutti i giorni entro precisi orari lavorativi, e i suoi servizi potevano essere richiesti suonando un’apposita campanella. Doveva parlare diverse lingue straniere, in particolare il francese, la lingua franca dell’epoca, ed stipendiato dal comune, quindi i visitatori non dovevano pagarlo, ma potevano lasciargli delle mance.

Anche se ufficialmente l’incarico veniva assegnato con un concorso pubblico, quello del custode dimostratore era un lavoro tramandato da padre in figlio. Ci furono in particolare due dinastie che lo svolsero, quella dei Braga e in seguito quella dei Sibaud, i cui membri ricoprirono questo ruolo per cinque generazioni.

Visitatori illustri alla Certosa

Tra i tanti personaggi illustri che visitarono la Certosa di Bologna nell’800 ci fu Lord Byron. In seguito egli scrisse della sua visita all’ossario dei frati cappuccini insieme al custode dimostratore, di come questi gli avesse mostrato il teschio di un frate che un tempo fu un suo caro amico, e di come quel luogo gli avesse ispirato una riflessione sulla caducità della vita. Poi ci furono Antoine-Claude Valéry, Jules Gabriel Janin, Frances Trollope e molti altri.

Ma quello che rimase più colpito dalla figura del custode dimostratore, e che ce ne da una descrizione molto interessante è Charles Dickens. Egli visitò la Certosa nel 1844, e qualche tempo dopo raccontò l’esperienza in dettaglio nel capitolo bolognese del suo libro Impressioni Italiane. Il custode dimostratore Marcellino Sibaud lo accompagnò nella visita, e Dickens rimase impressionato tanto dalla sua divisa con i bottoni scintillanti e i guanti bianchi, quanto dal suo entusiasmo nel descrivere la bellezza del luogo. Dickens notò anche come Sibaud fosse una perfetta guida turistica, che camminava lentamente, facendo soste perché i turisti avessero il tempo di ammirare le opere, e con un’ottima conoscenza delle lingue.

custode dimostratore certosa di bologna

L’ultimo custode dimostratore, Germano Sibaud, fu licenziato nel 1916, quando ormai gli stranieri non volevano più i servizi una guida, preferendo le visite fai-da-te, e non lasciavano mance. Inoltre nel tempo erano sorti altri cimiteri monumentali in Italia, come quelli di Milano e Genova, che avevano messo in ombra la fama di quello di Bologna, e si erano guadagnati l’interesse degli appassionati ed il passaparola dei viaggiatori.

Visite guidate alla Certosa di Bologna

Per fortuna il cimitero della Certosa di Bologna si può ancora visitare come un museo a cielo aperto, accompagnati da guide turistiche che ne illustrano il patrimonio artistico. Il Museo del Rinascimento organizza regolarmente visite guidate serali (anche se in questi mesi sono state sospese a causa delle restrizioni del covid) e sono condotte dall’associazione culturale Didasco. Per maggiori informazioni ti rimando al sito ufficiale.


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