Ostello: cos’è e come funziona

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Come funzionano gli ostelli? Sono tanti anni ormai che scelgo l’ostello come soluzione per dormire durante i miei viaggi – ma spesso faccio Couchsurfing e ogni tanto capita anche di dormire in hotel. I motivi sono svariati, ma principalmente è perché sono economici, tanto quando viaggio ho bisogno solo di un letto in cui dormire, e non mi interessano troppo i comfort e i servizi extra.

Cos’è un ostello

Un ostello è una struttura alberghiera che offre posti letto in camerate condivise, e generalmente anche i servizi offerti, che sono di base, sono condivisi (bagni, cucina, zone relax e via dicendo.).

Che poi non è detto che gli ostelli debbano necessariamente essere spartani nei servizi o nell’estetica: viaggiando ne ho trovati di ogni tipo, da quelli cool e di design come ne ho trovati a Brooklyn o il Generator Hostel di Londra – molto più belli e attrezzati di tanti hotel stellati – a quelli più vecchi e malandati, come il Center Hostel di Valencia, che sembrava un penitenziario.

brutto ostello a valencia
una cella a Valencia

Dormire in ostello è anche un modo facile per conoscere nuove persone provenienti da paesi diversi, è naturale scambiare due chiacchiere condividendo gli spazi e momenti come i pasti e il riposo. Penso che sia un’ottima soluzione specialmente se si viaggia da soli e se si vuole trascorrere dei momenti in compagnia, per visitare qualcosa insieme o per andare a cena o a bere qualcosa. Spesso in questo modo ho fatto nuove amicizie inaspettate, che sono state di stimolo per nuovi viaggi, come a Washington per esempio, dove ho trascorso le serate con due ragazze argentine con cui condividevo la camerata nell’ostello DC Lofty.

Come funzionano gli ostelli

Anche se le tipologie e le variabili sono infinite, in questi anni di viaggi mi sono fatta un’idea di come funzionano gli ostelli, e ho pensato di mettere insieme qualche appunto che sia utile per chi vuole iniziare questa esperienza preparato e senza sorprese 🙂 Se alcuni consigli sono dettati dal buonsenso e quasi scontati, secondo me ci sono anche alcuni luoghi comuni da sfatare e altri da confermare.

Igiene

Preoccupazione di molti, ma spesso ingiustificata. Di solito i bagni vengono puliti più volte al giorno proprio perché vengono usati da molte persone. Comunque ciò non significa che si possa andare nella doccia senza ciabatte con la certezza di non prendersi un fungo, ma questo vale anche per gli hotel.

Stesso discorso per quanto riguarda le lenzuola: il sacco a pelo non serve e spesso è più sporco delle lenzuola perché non viene lavato dopo ogni uso. L’asciugamano invece me lo porto perché in molte strutture lo si deve affittare pagando un extra, anzi mi porto l’asciugamano in microfibra che in valigia diventa piccolissimo.

In America mi è capitato più di una volta di avere a che fare con i famigerati bed bugs, ovvero le cimici dei letti che pungono e fanno venire prurito e reazioni allergiche. Sono un flagello in USA, ed è facile trovarli anche negli ostelli più puliti perché sono tra le bestiacce più tenaci del mondo: mi hanno detto che una volta che te li sei presi dovresti bruciare il pigiama perché sopravvivono alla lavatrice ad alte temperature (immagino che per gli ostelli non sia fattibile bruciare lenzuola e materassi alla prima avvisaglia del fastidioso parassita).

come funzionano gli ostelli
In questo ostello di New York ho preso i bed bugs e li ho riportati a Firenze

Non sono ancora riuscita a trovare una soluzione alla questione bed bugs, se non quella di grattarsi e bruciare il pigiama, ma sono aperta a suggerimenti e nuove strategie.

Dormire in ostello in camerata

Questo è il primo scoglio che si deve superare, almeno quando si inizia a viaggiare in ostello. C’è poco da fare, bisogna adattarsi ad avere degli estranei al proprio fianco durante la notte (che detto così sembra più inquietante di quello che è!). E siccome c’è chi russa, chi bisbiglia e chi torna tardi facendo casino, bisogna anche saper trovare il giusto equilibrio tra essere tolleranti e dire “ora basta”.

Comunque nelle camerate si dovrebbe dormire, è buona educazione non fare casino neanche durante il giorno perché spesso c’è qualcuno che dorme fino a tardi o si riposa nel pomeriggio. Per chiacchierare, leggere e cazzeggiare allegramente ci sono le aree comuni.

Se non ti piace l’idea di dormire con persone sconosciute dell’altro sesso, sappi che spesso ci sono camerate maschili e femminili.

come funzionano gli ostelli
prima della nanna: guardare la replica di Chi L’Ha Visto (con le cuffiette per non disturbare) in ostello a Philadelphia

Come funzionano gli ostelli: zone comuni

Ne ho viste di tanti tipi, da quelle più moderne con bar, sala tv, biblioteca e postazioni internet (a Dublino ho trovato persino la sauna! Qui ti racconto gli ostelli di Dublino più belli) a quelle più casalinghe, che sembrano in tutto e per tutto abitazioni comuni con cucina e salotto (specialmente negli Stati Uniti), fino al classico pub inglese che fungeva anche da spazio comune e sala colazione per l’ostello al piano di sopra (a Brighton, Regno Unito).

È qui che si fanno nuove conoscenze, e che dove spesso vengono organizzate serate per divertirsi in compagnia, come proiezioni di film, karaoke o giochi a squadre. Devo ammettere però che io nelle aree comuni non ci ho mai passato troppo tempo e non ho mai partecipato a questi eventi, perché quando viaggio preferisco trascorrere il mio tempo in giro.

Cucinare e mangiare

Gli ostelli sono quasi sempre dotati di una cucina comune, che è un’ottima soluzione se si vuole ridurre al minimo la spesa per mangiare, e a volte è anche l’occasione per assaggiare qualche piatto nuovo preparato da un ospite di un altro paese. La regola fondamentale è pulire la cucina e le stoviglie subito dopo averle usate, perché possono servire a qualcun altro, e nessuno vorrebbe trovare la cucina comune sporca quando ne ha bisogno.

Nel frigorifero e nella dispensa è sempre bene etichettare il proprio cibo, perché qualsiasi cosa non etichettata verrà considerata comune o abbandonata, e sarà sicuramente fatta fuori in breve tempo da qualche affamato.

Niente cibo in camera! Anche se non fosse specificato nelle regole della struttura secondo me è buon senso. Poi non lamentarti delle briciole nel letto o delle formiche (o dei topi, rischio concreto in alcuni posti dove sono stata a New York e in Olanda).

tre immagini della cucina e delle aree comuni di un ostello
vita da ostello all’Isaac’s Hostel di Dublino, che ha anche la sauna

Organizzazione dei tempi

Ecco, questo è il punto chiave secondo me. Se ci sono pochi bagni e docce per molti ospiti può essere una buona idea farla la sera tardi oppure svegliarsi mezz’ora prima, invece di dover passare poi un’ora in attesa di fare la doccia. Se sai che la mattina partirai molto presto prepara la valigia la sera prima, per non svegliare poi tutti gli altri con i tuoi preparativi. Se devi fare la lavatrice punta la sveglia del cellulare sulla fine del ciclo per non occuparla inutilmente.

Insomma, una buona organizzazione permette di non perdere tempo e di non rompere le scatole agli altri.

Cosa porto sempre in ostello:

Ho raccolto tutti gli accessori utili che utilizzo durante i miei viaggi zaino in spalla in un super-post dedicato alla mia attrezzatura da viaggio: lì troverai un sacco di spunti interessanti per rendere confortevole il tuo soggiorno in ostello.

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E tu cosa ne pensi di come funzionano gli ostelli? Hai qualche suggerimento da aggiungere ai miei? Se ne hai lasciami un commento e sarò felice di aggiornare questo post, specialmente se hai consigli su come sconfiggere i bed bugs!

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13 commenti

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    Sappi che io già ti adoravo, ma dopo la richiesta di consigli sui bedbugs, ragazza, ti lovvo ancora di più (anche se odio questo termine italo-inglese).
    Bellissimo post!

    Ps: ah per i bedbugs l’unica cosa è mettere tutta la biancheria, dopo averla lavata, in un sacco nero al sole per non ricordo quante ore. In Australia me li son trovati nel materasso (quello lo devi buttare per forza) e quindi è stato necessario informarsi e agire di conseguenza. I miei vestiti in un sacco nero ci sono rimasti una giornata, sul tetto di casa 😛

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    Brava, bene, bis!
    Ottima analisi e ottimi consigli. Quanto ai bed bugs, io me li sono ritrovata in un appartamento in affitto a Boston e avevo risolto spruzzando alcol denaturato su materasso e sui vestiti che avevo inseguito lavato a 90° e asciugato nell’asciugatrice al massimo della potenza. Bestioline annientate, ma insieme a loro perirono anche due maglioncini e un vestito…

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    Con le bed bugs non ci ho avuto ancora a che fare, ma per il resto non posso che quotare tutto quello che hai scritto…anche le cose che non manco mai portare sono più o meno e stesse, io mi faccio bastare un lucchetto soltanto, ma ho in programma di acquistare un bell’appendiabiti da porta per tutti quegli ostelli dove non pensano che se mi vado a fare la doccia l’accappatoio, i vestiti sporchi e il cambio li dovrò pure mettere da qualche parte.

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    Aggiungo alle cose da portare anche una ciabatta, spesso si ha a disposizione una sola presa e puntualmente cellulari, pc, macchine fotografiche, ecc..si scaricano tutte assieme..non è carino “scroccare” la presa di altri..

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    Informazione ricca e dettagliatissima. Non ho nulla da aggiungere tranne che l’ostello va benissimo, ma bisogna essere ragazzi. Poi diventa difficile adattarsi, ma ho apprezzato quello che hai scritto:-)

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    dovrei scrivermi sullo zaino Ricordati il lucchetto: io non so come sia possibile ma tutte le sante volte me lo scordo e devo comprarlo all’arrivo…. forse potrei iniziare una collezione di lucchetti comprati in giro per il mondo XD

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    Per le cimici dei letti occhio che hanno l’abitudine di infilarsi anche in valigia (è così che si spostano tra un posto e l’altro). So che i disinfestatori utilizzano getti di vapore molto caldi nelle zone in cui è più probabile siano presenti. Serve una vaporella con un getto d’aria molto caldo (oltre i 100°) e l’effetto è quasi istantaneo se non hanno zone riparate in cui rifugiarsi. Gli insetticidi funzionano poco e male perché gli insetti hanno sviluppato resistenze, e non colpiscono le uova non ancora schiuse
    (fonte: corso di entomologia :D)
    p.s.
    Bel blog!

    • claudia garage

      Ma grazie Lorenzo per il tuo commento! Non posso che fidarmi del tuo consiglio e rallegrarmi che i miei lettori siano gente da corsi di entomologia! 😀

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