Visita al Cimitero Acattolico di Roma, dove riposano i poeti
Erano anni che volevo visitare il Cimitero Acattolico di Roma, e finalmente ci sono riuscita durante la mia ultima fuga di due giorni nella capitale, che è stata decisamente all’insegna dei morti.
Ti ho già raccontato della mia visita fortunata alla chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte, e anche della cripta dei Cappuccini di via Veneto, due cripte ossario dove la morte usa il linguaggio dell’arte (o viceversa?). Ma tutto è iniziato con l’acattolico, che ho visitato da sola appena arrivata, in una bella mattinata di sole tiepido, perfetta per passeggiare nel verde di un cimitero.
Il Cimitero Acattolico di Roma è uno dei più famosi luoghi di sepoltura in Italia, uno di quei cimiteri inseriti negli itinerari turistici e visitati ogni anno da migliaia di viaggiatori e di romani, ed i motivi sono tanti.
È un vero e proprio museo di scultura a cielo aperto, ed è rilassante e pieno di verde come un giardino pubblico ma più tranquillo, una specie di oasi sospesa in bolla in mezzo al casino di una delle zone più trafficate della città.
È un luogo che racconta la storia di tanti romani più o meno famosi, e dei molti stranieri che hanno amato Roma tanto da volerci vivere e morire. Ma soprattutto è il luogo di sepoltura di alcuni personaggi importanti della storia e della letteratura, tanto amati ancora oggi da attirare pellegrinaggi a distanza di oltre un secolo.
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Un po’ di storia dell’acattolico
Fino agli inizi del 1700 c’era il divieto di seppellire all’interno delle mura di Roma persone non cattoliche. I protestanti, gli ebrei, gli atei e via dicendo dovevano farsi seppellire altrove o finivano in poco dignitose fosse comuni oltre le mura.
È solo nel 1715 che si ne si ufficializza l’esistenza da parte del Papa. Finalmente la città eterna ha un luogo destinato ad accogliere l’eterno riposo degli stranieri non cattolici residenti a Roma. Già a metà ‘700 i protestanti erano tantissimi (soprattutto inglesi anglicani, ma non solo), e c’erano anche molti italiani non cattolici.
La visita al cimitero
Il cimitero acattolico di Roma è diviso in due parti: la parte più antica è quella che si trova alle spalle della piramide Cestia, una zona verde alberata dove spuntano le vecchie tombe del ‘700. Si fa quasi fatica a distinguere le epoche storiche che si sono stratificate su Roma, e mi ha ricordato un po’ quelle stampe inglesi con paesaggi e ruderi immaginari.
La parte moderna, costruita a partire dalla prima metà dell’800, è circondata da mura ed è più grande e completamente diversa dall’altra. In confronto sembra una foresta con grandi alberi e piante verdi, fiori colorati e candide tombe di marmo, ed è sicuramente la parte più bella ed affascinante del cimitero.
Proprio come una foresta è popolato di animali: insetti e farfalle che svolazzano tra i fiori e una colonia di gatti. Naturalmente sono i padroni indiscussi del giardino, vegliano sul sonno dei morti pisolando al sole sulle lapidi. Spesso le tombe sono molto romantiche, elaborate o originali, un eclettico catalogo di scultura dove gli artisti si sono sentiti più liberi di indulgere nel sentimentalismo, nelle allegorie o nell’astrazione.
Per approfondire leggi anche: guida pratica ai simboli dei cimiteri e al loro significato.
Personaggi famosi sepolti al cimitero acattolico di Roma
Generazioni di lettori sono venuti qui per lasciare un fiore sulle tombe dei grandi nomi della letteratura inglese che sono sepolti qui, e magari per sedersi a leggere una poesia e a riflettere in un luogo che sembra creato apposta per l’introspezione.
Nella parte più antica riposa John Keats, morto a Roma di tubercolosi e ricordato dagli amici con un epitaffio pieno di affetto, che si conclude con le parole del poeta, “qui giace uno il cui nome fu scritto nell’acqua”. Accanto alla sua tomba c’è una panchina avvolta dal verde che è un chiaro invito a sedersi e a leggere qualche verso.
Nella parte nuova del cimitero acattolico di Roma sono sepolte le ceneri di Percy Bysshe Shelley, annegato in mare al largo di Portovenere durante una tempesta. In realtà solo una parte del poeta si trova qui, perché il cuore fu rimosso e gelosamente conservato dalla vedova Mary Shelley (quella di Frankenstein, una donna con un certo gusto per il macabro) per tutta la vita e anche dopo, visto che se lo portò anche nella tomba.
Una delle tombe più amate è quella di Antonio Gramsci, e lo si capisce dal numero di fiori e di biglietti lasciati sopra. Altre tombe famose sono quelle del figlio di Goethe e quella di William Story, scultore americano più famoso per la sua splendida tomba con l’angelo del dolore (scolpita per la moglie, sepolta insieme a lui) che non per il suo lavoro in vita.
Infine l’ultimo arrivato, l’amatissimo scrittore Andrea Camilleri, siciliano, morto a Roma nel 2019.
E poi decine e centinaia di personaggi minori: scrittori, artisti, scienziati, attrici e registi, politici e diplomatici stranieri, e naturalmente tante persone comuni. Passeggiare tra le tombe dell’acattolico, fermarsi a osservare le figure scolpite, a leggere nomi ed epitaffi, è come fare un viaggio artistico che intreccia insieme in un unico filo le storie di tutte le persone che riposano qui.
Informazioni e consigli per visitare il cimitero acattolico di Roma
- L’acattolico si trova proprio dietro alla piramide Cestia, in zona Testaccio. Ci si arriva con la linea B della metro, fermata Piramide).
- L’ingresso è gratuito, ma è buona norma lasciare una donazione che andrà a finanziare la manutenzione del cimitero, che è privato ma si sostiene solo grazie alle donazioni e alla cessione delle tombe.
- Alla sinistra dell’ingresso c’è un piccolo centro informazioni dove si può comprare la mappa delle tombe. C’è anche un piccolo bookshop con pubblicazioni dedicate a questo ed altri cimiteri e agli scrittori sepolti qui.
- Verifica gli orari e i giorni di apertura sul sito ufficiale.
- I gatti della piramide hanno un sito e una associazione che si prende cura di loro. I gatti non sono tuoi e non vanno disturbati, se vuoi fare qualcosa per loro puoi fare una donazione nelle cassettine presenti al cimitero o tramite il sito dei gatti della piramide.
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Sono rimasta colpita da ciò che hai scritto perché anch’io sono affascinata dalla poesia dei cimiteri e attratta dalla pace che vi si respira