Cosa vedere a Charleston, South Carolina. Storia, natura e cimiteri

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Charleston è sicuramente una delle città più affascinanti, eclettiche e uniche tra le tante che ho visto negli Stati Uniti. Il suo carattere così personale è il frutto di una combinazione di elementi culturali diversi, stratificati nella storia fino a formare l’identità di una città. Alcuni la trovano molto europea, ma a me sembra più che abbia un’identità locale tutta sua, perché Charleston è il frutto di una storia tutta americana e in particolare del sud, radicata nelle paludi che circondano la città, nei campi di cotone e nella schiavitù. Prima di raccontarti cosa vedere a Charleston, fammi spendere due parole sulla sua storia e sulla sua cultura locale.

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La schiavitù è stata una parte importante della storia di Charleston, che nel ‘700 era uno dei più importanti porti di arrivo degli schiavi dall’Africa e poi rimase per tutto l’800 un importante mercato degli schiavi nati in America. Gli schiavi hanno costruito le eleganti residenze di città e le hanno decorate con delicati elementi di ferro battuto, una tecnica artigianale africana. Hanno costruito e coltivato le grandi piantagioni di cotone e riso, hanno sviluppato culture e comunità locali ancora molto influenzate dalle radici africane, come i Gullah, e hanno profondamente influenzato la cucina del sud, introducendo ingredienti come il riso e l’okra. Per secoli gli schiavi non solo hanno sostenuto l’economia dello Stato, ma hanno letteralmente costruito il South Carolina da zero e ne hanno forgiato l’identità locale.

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Così la mia tappa qui durante il mio viaggio nel sud degli Stati Uniti non poteva che approfondire questa parte della storia americana. Ma non c’è solo il tema della schiavitù e della guerra civile: Charleston è una città vivace, con una architettura locale diversificata almeno quanto le sue influenze internazionali; è piena di ristoranti dove mangiare frutti di mare e di cimiteri antichi e ricchi di storie curiose, tra leggende e verità.

È la città più antica del south Carolina e una delle più antiche degli Stati Uniti, fondata nel 1670, ha attraversato la guerra civile, incendi e terremoti, ma ha ancora un centro storico che sembra uscito da un film – e ha accumulato un sacco di storie di fantasmi. Charleston è anche una città piena di chiese di ogni confessione – è soprannominata the Holy City perché fin dalle sue origini c’era piena libertà di culto – alcune sono molto antiche, così come i loro cimiteri, risalenti alla fine del ‘600.

fontana simbolo di charleston
La fontana simbolo di Charleston

Uno degli aspetti che mi piace di più è che è possibile (ed è molto piacevole) spostarsi a piedi praticamente ovunque nell’historical district, perché, almeno nel centro, è una città costruita a misura d’uomo e non di automobile. Camminare a piedi per Charleston è un’esperienza che si snoda tra stradine ombreggiate da grandi alberi, caratteristiche casette colorate e grandi residenze, piccole corti e vicoli quasi invisibili che nascondono una chiesa, un cimitero o magari un misterioso jazz bar.

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Cosa vedere a Charleston. Le  mie esperienze da non perdere

Ho dedicato a Charleston 3 giorni e se avessi potuto ci sarei stata ancora e ancora. So di aver avuto solo un assaggio di quello che ha da offrire e vorrei tornare qui in stagioni diverse. Comunque tre giorni sono un tempo sufficiente per scoprire la città, a patto che tu ti sposti in auto. Perché okay che il centro si può girare a piedi, ma alcune cose molto interessanti sono nei dintorni e sarebbe davvero un peccato escluderle. Se vuoi sapere cosa vedere a Charleston, South Carolina, ecco le esperienze che fatto durante il mio viaggio e che ti consiglio di non perdere!

case tradizionali nel centro di charleston

Old Slave Mart Museum

Non potevo che cominciare da qui la mia visita a Charleston. L’Old Slave Mart oggi è un museo, ma dal 1856 al 1865 era un attivo mercato di schiavi, ed è l’unico rimasto nel sud degli Stati Uniti. Inizialmente si chiamava Ryan’s Mart ed era solo uno dei tanti mercati di schiavi di questa zona della città dedicata a questa attività. È un luogo che in soli nove anni – da quando ha aperto a quando è stato chiuso dall’esercito unionista durante la guerra civile – ha accumulato così tanta sofferenza umana da bastare per millenni, dove persone sono state prezzate, esposte, vendute e deportate come merci da altre persone che si credevano migliori. Quello della schiavitù è un aspetto della storia americana che porta con sé sentimenti profondi e molto diversi – dalla rabbia al profondo imbarazzo di chi preferisce non ricordare – ed è tutt’oggi un argomento delicato ed estremamente attuale. L’America ancora paga le conseguenze della schiavitù affrontando nuove forme di razzismo, spesso derivate da quella scellerata pratica. Ma è anche la stessa America che trasforma l’Old Slave Mart, un luogo di dolore, in un museo che racconta questo lato oscuro quanto importante lato della propria storia.

L’Old Slave Mart è un museo piccolo che si sviluppa su due livelli, ma emotivamente molto coinvolgente. Le vite degli schiavi, dei mercanti e degli agenti sono raccontate in modo interattivo attraverso pannelli, registrazioni audio, immagini e filmati. Ascoltare la voce di un ex schiavo che racconta la propria vita, vedere le catene e i listini prezzi di esseri umani in base a sesso e età, è una cosa che ti lascia pensieri per giorni e giorni. Ti segnalo anche il bookshop, è pieno di libri per approfondire l’argomento e alla biglietteria puoi richiedere una bibliografia completa. Il museo è aperto tutti i giorni tranne la domenica dalle 9 alle 17, dentro non si possono fare fotografie.

museo old slave mart
L’esterno dell’Old Slave Mart, così com’era quando era un attivo mercato di schiavi

La Aiken Rhett House

Costruita nel 1820 da un ricco mercante, la Aiken-Rhett House è una sontuosa residenza di città che testimonia lo stile, la ricchezza e la vita quotidiana delle famiglie appartenenti all’elite economica del sud degli Stati Uniti. Deve il suo nome a William Aiken Jr, Governatore del South Carolina che la acquistò pochi anni dopo la sua costruzione e la ampliò due volte trasformandola in una residenza da sogno con sale da ballo, biblioteche, salotti, e ogni genere di comfort e lusso per l’epoca.

Quello che la rende diversa dalla maggior parte delle tante, splendide mansion del sud degli USA, è la scelta di conservarla così com’è stata trovata negli anni ’90, quando si è deciso di trasformarla in una casa-museo che mostra la stratificazione di tre stili e tre epoche diverse. Così le stanze, oltre che per l’opulenza, stupiscono anche per il fascino decadente delle carte da parati strappate, dei buchi delle pareti e della patina del tempo passato che non è stata alterata dal restauro. L’unica stanza restaurata è la galleria d’arte dove la famiglia Aiken accumulava pezzi d’arte acquistati in Europa durante i loro grand tour, durante i quali si è formato il loro gusto estetico.

Sul retro della casa ci sono ancora gli alloggi per gli schiavi, situati sopra alle cucine esterne e alle stalle. Anche questi locali sono stati lasciati così com’erano, a testimonianza delle condizioni di vita. Il commento ricostruisce la vita delle famiglie di schiavi neri che hanno vissuto e lavorato in questa casa.

La Aiken House si visita in autonomia con una audio-guida che illustra paso per passo le stanze e guida il visitatore negli spostamenti.

aiken rhett house
interno della aiken rhett house

Cosa vedere a Charleston: cimiteri e storie di fantasmi

Charleston è piena di cimiteri, a volte antichi tanto quanto la città stessa. Alcuni si trovano intorno alle chiese, altri sono indipendenti, altri ancora si nascondono nel fitto di una segreta giungla urbana. Anche se non sei un amante delle visite ai cimiteri come me, i cimiteri storici sono davvero una delle cose da vedere a Charleston, perché raccontano una parte importante della sua storia e sono anche splendidi giardini molto diversi tra loro. Non voglio dilungarmi troppo sull’argomento perché presto arriverà un post specifico sui cimiteri di Charleston, ma per completezza di questo articolo ti segnalo quelli da non perdere.

  • Magnolia Cemetery – Non soltanto un cimitero, ma anche uno splendido giardino. Uno dei cimiteri giardino più belli che abbia mai visitato!
  • St. Philips Church Graveyard – adiacente alla chiesa c’è l’antico cimitero che purtroppo quando ci sono stata io era chiuso ai visitatori per restauri.
  • Circular Congregational Churchyard – questo cimitero vanta le lapidi più antiche di tutta Charleston: la più antica risale al 1695, cioè 25 anni dopo la fondazione della città.
  • Unitarian Church Cemetery – Forse il mio preferito. Ho avuto difficoltà a trovarlo perché da fuori è quasi invisibile, nascosto da altri edifici. Si raggiunge attraverso un vicolo e si sbuca in una specie di giungla urbana segreta fatta di rigogliose piante sub-tropicali e lapidi di pietra.
Magnolia Cemetery charleston

A parte il Magnolia Cemetery, gli altri tre si trovano nell’historic district – sono a pochi passi di distanza l’uno dall’altro. I cimiteri del centro storico li ho visitati due volte: prima da sola e poi con un tour guidato serale chiamato Ghosts and Graveyards, dedicato proprio alla storia e alle leggende di fantasmi dei cimiteri di Charleston. È stato molto interessante e divertente, per non parlare della suggestione di visitare un cimitero di notte. La compagnia si chiama Bulldog Tours e offre molti tour tematici dedicati a storia, cibo e storie di fantasmi.

Qui trovi il mio articolo dedicato proprio ai cimiteri di Charleston e ai loro fantasmi.

Ti segnalo anche che ci sono tantissimi tour guidati dell’historic district che si possono fare a bordo di veicoli storici come vecchi tram e carrozze trainate da cavalli, che contribuiscono all’atmosfera del centro. Io però preferisco i tram e i walking tour ai veicoli trainati dai cavalli.

unitarian chruch cemetery charleston
Unitarian Chruch Cemetery

Visitare una vecchia piantagione: Magnolia Plantation and Gardens

Anche in questo caso chiedo perdono se non mi dilungo troppo ma presto arriverà un articolo a parte perché questo è veramente un posto speciale (nel frattempo è arrivato il post su Magnolia Plantation and Gardens!). Mi è piaciuto un sacco e avrei voluto passarci giornate intere. È una antica piantagione del 1676, con relativa casa padronale, Drayton Hall, circondata da un immenso parco, in parte giardino romantico all’inglese e in parte parco paesaggistico palustre. Magnolia ha attraversato il periodo antebellum con la schiavitù e la guerra civile, incendi e crisi economiche, ma ha saputo sopravvivere, adattarsi e trasformarsi: da grande piantagione di riso a metà ‘800 è trasformato in un parco paesaggistico e giardino botanico aperto al pubblico, che ha attirato visitatori da tutto il mondo fin dai primi anni.

 magnolia plantation gardens

Magnolia è immenso e ti consiglio di dedicarci un’intera giornata: ci sono tanti tour diversi da fare, che si acquistano separatamente. Quelli da non perdere sono sicuramente quello della casa padronale e la visita delle capanne degli schiavi, chiamato Slavery to freedom. Gli alloggi della schiavitù sono stati estaurati in modo da rispecchiare quattro epoche diverse della vita dei neri nella piantagione, da schiavi a lavoratori, attraversando il movimento dei diritti civili.

Per ovvie ragioni io ho aggiunto anche il tour del giardino palustre, ma ci sono anche tour a bordo di imbarcazioni, trenini o a piedi, dedicati a diversi aspetti naturalistici o storici del luogo.

alloggi degli schiavi alla magnolia plantation
Gli alloggi degli schiavi durante il tour “from slavery to freedom”

Esplorare le paludi della Low Country in kayak

Ho una certa fissazione per le paludi che è troppo lunga per essere raccontata qui, ma serve a capire perché ci tenevo tanto a fare un’escursione in kayak nelle paludi della Low Country, la zona umida che circonda Charleston e caratterizza questo tratto di costa del sud degli USA. È un ecosistema unico di isolette, acque salmastre, distese di acque basse ricoperte di erba alta, e fornisce un habitat prezioso a decine di specie di uccelli, pesci e piante. E anche per migliaia e migliaia di ostriche, che vengono coltivate in quantità in questi fondali. Ci sono anche dei delfini che vivono nei dintorni del porticciolo alla foce dello Shem Creek, ma quel giorno hanno deciso di andare altrove e non sono riuscita a vederli.

Ho deciso di fare un tour in kayak di due ore con Nature Adventures alla scoperta dello Shem Creek e dell’omonimo parco naturale. Ho fatto l’escursione insieme a altre tre ragazze americane, accompagnate da una guida locale giovane, esperta e preparata. È stata una bella mattinata passata nella natura, in cerca di delfini (zero), pellicani (un sacco) e antichi forti risalenti alla guerra civile, di cui la guida ci ha raccontato la storia. Un’esperienza decisamente consigliata se vuoi fare una fuga nella natura durante il viaggio.

escursione in kayak nelle paludi

Shopping locale all’Historic Charleston City Market

Non mi dedico mai molto allo shopping in viaggio ma questa volta ho fatto un paio di piacevoli eccezioni. Una è stata proprio all’Historic City Market di Charleston, un mercato coperto nel cuore del centro storico con banchetti di artigianato locale: abbigliamento, gioielli e bigiotteria, souvenir, acquerelli o stampe venduti direttamente dagli artisti, cestini di sweet grass intrecciata, simbolo della cultura Gullah e fatti con la stessa erba che cresce nelle paludi della Low Country. C’è quasi tutto, e tutto è prodotto artigianalmente e localmente.

historic charleston city market

Cosa fare a Charleston: scoprire la cucina e la gastronomia

Charleston è una delle capitali gastronomiche del sud, sia perché essendo sul mare riceve prodotti ittici freschissimi, sia per le sue ricche tradizioni in fatto di cibo. Ho mangiato un sacco e sempre benissimo! Frutti di mare soprattutto, in particolare le ostriche che sono un vero orgoglio locale, anche se è difficile trovarle crude. Molto più facile trovarle fritte o cucinate in altri modi.

A Charleston mi sono innamorata dell’okra, ho mangiato un sacco di dolcetti alle noci pecan, e pecan pies e altre delizie prodotte da forni e pasticcerie locali, e ho bevuto alcune ottime birre artigianali prodotte da birrifici del luogo. E poi non si può sfuggire al richiamo del soul food che mi ha sfamata con molto piacere e pochi dollari per buona parte del mio viaggio.

Non dimenticherò mai le arachidi bollite. Vengono bollite in una specie di brodo aromatizzato a vari gusti (io sempre gusto cajun!) che penetra nel guscio e rende la nocciolina più morbida. La chiave dell’esperienza è rompere il guscio coi denti e risucchiare il sughetto e le arachidi in un colpo solo. Ci vuole tempo, pazienza e qualcosa per contenere una montagna di gusci, ma ne vale la pena, se solo ci ripenso muoio di nostalgia.

chiosco di arachidi bollite

Come sempre ho bevuto molte tazze di tè, ma qui c’era un valore aggiunto: praticamente in ogni caffetteria si trovano le bustine della Charleston Tea Plantation, l’unica piantagione di tè degli Stati Uniti. Si trova a circa 20 miglia a sud della città e si può anche visitare. Ah, il loro tè è buonissimo!

Per approfondire leggi anche il mio post sulla cucina degli Stati Uniti del Sud.

A proposito di cibo, prima di concludere ecco qualche consiglio al volo su…

Dove mangiare a Charleston

Prima parlavo di ostriche fritte. C’è un posto che ho trovato segnalato più volte ed è un all you can eat di ostriche fritte. Si chiama Bowen’s Island, situato sull’omonima isoletta a sud di Charleston, e pare che sia un’esperienza tanto rustica quanto gustosa. Purtroppo non ho potuto provarlo perché quando ho deciso di andarci era chiuso, ma fossi in te proverei. Ovviamente se lo provi fammi sapere!

Per quanto riguarda il soul food sono stata da Hannibal’s. È poco più di una stanza con l’arredamento anni ’70 e poca luce, un po’ in periferia. Ci sono stata a pranzo e ho potuto gustare il pollo arrosto più buono della mia vita, accompagnato da squash casserole e zuppa di okra. Ma è solo uno dei tanti ristoranti meat and three che offrono cucina soul food casalinga a prezzi più che onesti, e il modo migliore per scoprirli è chiedere consiglio alle persone del luogo e provarne tanti!

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Se anche te ami le uova a colazione vai da Queen Street Grocery. Come dice il nome è anche un alimentari che vende prodotti di gastronomia di aziende locali, ma è soprattutto una caffetteria specializzata in omelette. e colazioni ricche (ci sono anche insalate, sandwich e ciotole di cereali, frutta e yogurt). Ho preso un’omelette ripiena con formaggio e verdure miste, era gigante, ricca e buonissima.

Per uno snack malsano fino a tarda sera ti consiglio Dave’s Carry Out: una friggitoria take away piccola e dall’aspetto sgangherato. È famoso per i gamberi fritti con la loro salsa speciale, e che serve anche patatine e altre fritture di pesce in quantità abbondante per pochi dollari. È aperto a pranzo e a cena fino alle 23.

Per una pausa merenda ristoratrice – zuppa di granchio e birra – mi sono fermata da Tbonz, un bar e grill tra i tanti locali che si trovano sulla strada che costeggia l’Historic City Market. Promosso sia per quanto riguarda la zuppa di granchio che per le birre artigianali. Avrei voluto provare anche gli hamburger, mi ispiravano ma era solo una merendina.

charleston dove mangiare
Queen Street Grocery

E con questo ho finito, spero di esserti stata utile nell’organizzazione del tuo viaggio nel sud degli Stati Uniti e in questa città ricca di fascino. Se ci sei già stato e hai altri consigli su cosa vedere a Charleston o su dove mangiare – ma anche se hai domande a cui non ho già risposto nel post – lasciami un commento!

Per maggiori informazioni visita:

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Per organizzare il tuo viaggio ti consiglio:


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4 commenti

  • Gli Stati Uniti sono il mio sogno da una vita, e se devo essere sincera, tranne NYC, la California e la Florida non avevo mai particolarmente preso in esame altro. Poi mi sono imbattuta in questo tuo post, e sono fermamente convinta che anch’io mi innamorerei di Charleston. Mi sembra una città autentica, vera, nel bene e nel male. Grazie per avermela fatta scoprire!

    • Grazie a te Celeste per il tuo commento! Gli Stati Uniti sono così grandi che ci sono abissali differenze, e alcune città come Charleston sono uniche e originali. Ti auguro si scoprire presto tutte queste differenze 🙂 Buoni viaggi!

  • andro’ a charleston a breve e nonostante mi fossi gia’ documentato abbastanza….ho trovato le tue informazioni, specialmente sui cimiteri, molto interessanti. mi prometto di continuare ad esplorare il tuo sito….complimenti!!

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