Cosa non fare in thailandia – Regole per viaggiatori

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Durante il mio viaggio in Thailandia ho visto molti viaggiatori comportarsi in modo scorretto, mettendo in atto atteggiamenti irrispettosi o alimentando le forme peggiori di turismo. Capisco che spesso questi comportamenti sono dettati più dall’ignoranza che non da una reale volontà di fare qualcosa di male, così ho pensato di scrivere questo articolo per fare chiarezza su cosa non fare in Thailandia per essere un buon viaggiatore: le regole da non trasgredire, le norme di comportamento e le attività turistiche dannose per l’ambiente e per le comunità.

Cosa non fare in Thailandia

Prima di tutto un consiglio importante: non partire mai per la Thailandia senza una buona assicurazione di viaggio! Io da anni utilizzo HeyMondo, che offre copertura sanitaria anche in caso di covid. In paesi come la Thailandia, dove in caso di bisogno bisogna ricorrere alla carissima sanità privata, l’assicurazione di viaggio HeyMondo mi fa stare tranquilla. Heymondo rimborsa anche tutti quegli imprevisti che possono capitare in viaggio, come ritardi e bagagli smarriti.

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Cosa è vietato in Thailandia

Qui il buon senso conta poco: anche se alcune sembrano non avere senso, queste sono le leggi e se non vengono rispettate il prezzo da pagare può essere molto alto.

Ecco le cose che sono proprio vietate dalla legge thailandese:

Avere e fumare sigarette elettroniche

Le sigarette elettroniche sono assolutamente vietate in Thailandia e si rischiano multe salate e diversi anni di galera. Non provarci nemmeno! Lo stesso discorso vale per le sigarette IQOS.

Non so bene perché le sigarette elettroniche siano vietate. Ma la Thailandia non è l’unico stato asiatico ad aver bandito questi prodotti, un altro paese è Singapore.

Fumare sigarette tradizionali in luoghi pubblici

Questo significa non solo che non si può fumare in locali come hotel e ristoranti, il divieto vale anche per i luoghi pubblici all’aperto come mercati e parchi. Si possono fumare nelle apposite aree fumatori. Alcune isole hanno recentemente introdotto anche il divieto di fumo in spiaggia.

Si può fumare in strada, in ogni caso lo fanno tutti, ma attorno a luoghi come aeroporti, templi e uffici pubblici sono molto severi nel far rispettare il divieto di fumo.

cosa non fare in thailandia

Possedere e utilizzare droghe (ma la cannabis è legale)

Anche se è innegabile che le droghe in Thailandia circolino in abbondanza, essere beccati può costare fino a 10 anni di carcere, e se si viene accusati di spaccio la pena può raggiungere l’ergastolo o la pena di morte. È molto comune anche essere fermati dai poliziotti poco dopo aver comprato delle droghe (magari ai full moon party in posti come Koh Lanta, dove sembrano accettate e tollerate) e poi essere ricattati con la richiesta di una tangente in alternativa alla galera.

Questo discorso non vale per la marijuana: infatti da pochi mesi la Thailandia ha legalizzato il consumo di cannabis a scopo ricreativo. Te ne accorgerai subito perché è pieno di dispensari, cannabis café e locali tipo coffee shop.

Offendere il Re e la famiglia reale

La famiglia reale ha anche un ruolo religioso per il paese, e il reato di lesa maestà viene preso molto sul serio in Thailandia: se si offende in qualsiasi modo il Re e la sua famiglia – o anche solo i loro simulacri come statue e dipinti – si rischia addirittura la pena di morte.

Anche se l’attuale sovrano Rama X non è affatto popolare ed è una figura molto controversa, la maggior parte dei Thailandesi non dirà mai qualcosa di brutto sul proprio re. Non provare a chiedere una loro opinione sull’argomento, perché li metteresti in una posizione molto scomoda.

immagine del re della thailandia in strada
Il Re ti guarda, è ovunque

Fumare e bere alcool nei templi

Le regole nei templi sono severe e non riguardano solo l’abbigliamento: in tutti i templi è vietato fumare e bere alcolici, altrimenti di nuovo si incorre in multe e pene severe. Nei templi troverai invece bancarelle con succhi di frutta e qualche snack. Lo stesso divieto di alcool e fumo è spesso presente anche nei mercati (in particolare nei mercati di Chiang Mai), all’interno dei mercati ci sono aree destinate al cibo dove si può bere una birra, ma senza portarla all’esterno.

Mancanze di rispetto

I comportamenti di questo capitolo non comportano multe, anni di galera o pena di morte, ma sono mancanze di rispetto che offendono le persone del posto e che è bene tenere a mente per non risultare ignoranti e arroganti.

Vestirsi in modo inappropriato nei templi

Il dress code per i templi buddhisti della Thailandia è più o meno lo stesso di quello delle chiese cattoliche: bisogna coprirsi le spalle e le gambe. Niente canotte e short, sì mezze maniche e pantaloni lunghi. Inoltre viene sempre specificato che bisogna essere vestiti in modo umile: poiché questa definizione si presta a interpretazioni personali, lascio a te l’interpretazione.

La regola per visitare i templi prevede anche che ci si tolgano le scarpe prima di entrare nei templi e che ci si avvicini all’altare con le statue sacre in ginocchio o seduti.

Mancare di rispetto a Buddha

Lo troverai scritto appena arrivato in aeroporto e su cartelli presenti in ogni tempio: Buddha non è una decorazione per bar, t-shirt, per la propria casa né tantomeno per il proprio corpo. I tatuaggi raffiguranti Buddha sono considerati irrispettosi, specialmente se presenti nella parte inferiore del corpo.

Qualsiasi raffigurazione di Buddha che abbia la testa separata dal corpo (o solo la testa senza corpo) è oltraggiosa, nei tatuaggi così come sulle magliette. Anche se nei mercatini troverai un sacco di teste di Buddha intagliate nel legno da appendere in casa come decorazione, non è un buon souvenir.

teste di buddha artigianato

Mancare di rispetto ai monaci

Se in Thailandia prendono così sul serio la famiglia reale e le raffigurazioni di Buddha, non dovrebbe stupire il rispetto reverenziale che hanno nei confronti dei monaci buddhisti. Sui mezzi di trasporto, negli aeroporti e nella maggior parte dei luoghi pubblici i monaci hanno la precedenza e posti riservati. Anche se a volte si tratta di poco più che bambini, ricorda di mantenere un atteggiamento umile e rispettoso nei loro confronti e di non fotografarli come se fossero curiose attrazioni turistiche.

Le donne ,essendo considerate impure, non dovrebbero toccare i monaci, e non devono passar loro oggetti direttamente (vanno invece passati a un intermediario o appoggiati).

Andare in giro mezzi nudi

Mi è capitato spesso, soprattutto nelle isole come Koh Chang, di vedere turisti occidentali andare in giro per la strada e nei negozi senza maglietta, in costume da bagno e ciabatte. Se questo abbigliamento è okay in spiaggia, non è adeguato alle strade e ai negozi, in Thailandia esattamente come in Europa o negli Stati Uniti.

Anche se capisco che fa caldo e si è in una località turistica, magari balneare, bisogna considerare che qui, come nella maggior parte dei paesi asiatici, c’è un certo pudore e le persone non sono abituate a scoprire troppo il proprio corpo in pubblico, al di là delle convinzioni religiose. L’imbarazzo e il disagio aumentano in posti come Koh Yao Yai e le isole del sud in generale, dove la popolazione è prevalentemente musulmana, e più conservatrice.

Cosa non fare in Thailandia: cattivo turismo

La Thailandia non è esente, come molti altri paesi a vocazione turistica, con forme di turismo che puntano solo a sfruttare le risorse del luogo e le tasche dei turisti occidentali, generalmente ricchi e bramosi di esperienze esotiche.

Le attività che trovi elencate di seguito non soltanto non sono etiche, ma sono vere e proprie forme di sfruttamento di persone e animali. Personalmente non voglio contribuire in alcun modo alla loro esistenza, e immagino che anche tu sia d’accordo con me.

Turismo con gli elefanti in Thailandia

Nonostante sia ufficialmente proibito e punito dalla legge, in Thailandia si continuano a sfruttare migliaia di elefanti per il lavoro dell’uomo e soprattutto per il turismo, in posti come Chiang Mai o Koh Samui. Magari non lo sai, ma quello che sembra un innocuo giro a dorso di elefante nasconde abusi e sfruttamento. Anche se ti diranno che gli elefanti sono molto amati e ben tenuti, non è vero: portare persone sulla schiena e subire l’addestramento necessario a farlo è devastante per loro.

Ti consiglio di leggere l’articolo di Valentina Miozzo sul turismo con gli elefanti asiatici per approfondire l’argomento.

Il modo migliore per mettere fine tutto questo è non supportare in alcun modo questo tipo di attività turistiche, soprattutto non praticarle. Se vuoi vedere da vicino gli elefanti in Thailandia puoi farlo presso alcuni centri di recupero per elefanti sottratti allo sfruttamento. Nel post di Valentina che ho linkato poco fa trovi gli indirizzi di quelli che lo fanno davvero in modo etico.

turismo con elefanti in thailandia
elefanti sfruttati per i giri turistici a Ayutthaya

Il Tiger Temple, il tempio delle tigri

Tecnicamente chiamato Wat Pha Luang Ta Bua Yanasampanno, quello che è conosciuto come Tiger Temple si trova a circa 160 km a nord ovest di Bangkok. È tristemente famoso per ospitare decine di tigri in cattività, a disposizione dei turisti paganti che possono farsi qualche foto con i felini ridotti all’ombra di loro stessi.

Qualche anno fa il Tempio delle Tigri è stato chiuso in seguito a numerose denunce da parte di ambientalisti: è stato accertato che le tigri venivano drogate, maltrattate, tenute alla catena e infine trafficate sia da vive che da morte, sotto forma di prodotti per la medicina tradizionale asiatica. Molte tigri sono state sequestrate e trasferite in centri specializzati, ma non ce l’hanno fatta. Recentemente il Tiger Temple ha riaperto con un nuovo nome e una nuova veste, grazie alla corruzione delle autorità locali, ma la sostanza non cambia: è ancora un incubo e una prigione per le tigri. Non supportare questo tipo di attività in alcun modo!

consigli per viaggio in thailandia
Un monaco del Tiger Temple. Foto di pubblico dominio, da Pixabay

Karen Village – i villaggi delle donne dal collo lungo

Quella che viene venduta come una delle più entusiasmanti e autentiche esperienze che un turista possa fare per conoscere le popolazioni esotiche di questo paese, è in realtà una delle cose da non fare in Thailandia. Si tratta delle visite ai villaggi dei Karen, ovvero quella popolazione le cui donne si allungano il collo aggiungendo anelli metallici l’uno sopra l’altro.

Questi villaggi non hanno niente di autentico e neanche niente di tipicamente thailandese. I Karen non sono originari della Thailandia, sono una popolazione della Birmania che si è dovuta spostare in Thailandia negli anni ’80 e ’90 a causa dei conflitti militari. Qui i Karen sono finiti a vivere in un campo profughi vicino al confine, dove sono praticamente prigionieri del governo thailandese. Sono stati trasformati in attrazioni turistiche, non possono stabilirsi altrove e l’unica fonte di sopravvivenza sono i safari umani dei turisti che pagano per fotografare le donne dal collo lungo.

Anche in questo caso, l’unico modo per contribuire alla fine di tutto questo, è non visitare questi luoghi e non alimentare queste attività con i propri soldi.

karen donne dal collo lungo
Donna Karen, foto di pubblico dominio, da Pixabay

Turismo sessuale in Thailandia

Molti fanno finta di non vederlo, thailandesi compresi, ma la verità è che il turismo sessuale in Thailandia è un dato di fatto. È diffuso, tollerato ed esiste a vari livelli, dalle ragazze e i lady boy neanche maggiorenni disponibili per una notte, ai cinquantenni europei che si trovano una ragazza per un paio di settimane che si comporti come la fidanzata perfetta.

Potrai anche pensare che finché è la scelta di una persona adulta e consenziente, la prostituzione non sia poi così grave. La verità è che il 99% delle volte dietro c’è una storia di sfruttamento, di povertà e di mancanza di alternative.

Questioni etiche a parte, esattamente come le droghe, la prostituzione in Thailandia è un reato che viene ignorato e tollerato, ma che può costare l’ergastolo se a qualche poliziotto viene in mente di applicare le leggi in vigore.


Se hai altri consigli utili su cosa non fare in Thailandia da aggiungere ai miei, lasciami un commento e
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Un commento

  • Interessantissimo questo post, non sapevo ad esempio che comprare un souvenir con la testa del Buddha fosse irrispettoso. Se non sbaglio anche quando suonano l’inno nazionale tutti si fermano e sospendono quello che stavano facendo.

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