Palermo, cosa vedere. Le esperienze da non perdere

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Cosa vedere a Palermo.

Visitare Palermo è facilissimo, ma descriverla non è semplice. È una città diversa da ogni altra, che non si sforza di apparire migliore di quello che è, eppure è bellissima anche quando è sgarrupata. Il suo è un fascino composito, fatto di millenni di storia e di arte, ma anche di profumi che escono dalle cucine, di un’attitudine popolare che è sempre autentica e mai ad uso e consumo dei turisti. Ed è una delle città più genuinamente multietniche in cui sia mai stata, perché secoli di incontri tra popoli e culture hanno reso Palermo quello che è oggi, e per fortuna i palermitani non se ne sono mai dimenticati, anzi ne vanno giustamente orgogliosi.

La prima volta sono stata a Palermo insieme a mia sorella, per tre giorni. Me ne sono innamorata e ci sono tornata, così questo post è frutto dell’esperienza di più viaggi, ed è stato aggiornato regolarmente (l’ultima volta a agosto 2020).

Cosa vedere a Palermo

Sono sicura che non basta una vita per conoscerla davvero, ma sto facendo del mio meglio per scoprirla sempre di più, e qui trovi i miei suggerimenti su cosa vedere a Palermo. Alla fine del post trovi anche qualche consiglio pratico su dove dormire, come spostarsi, ecc.

cosa vedere a palermo

La Cattedrale e la vista dai tetti

La Cattedrale di Palermo è meravigliosa, un capolavoro di architettura arabo-normanna e uno scrigno pieno d’arte e di storia. L’ingresso è gratuito, ma con un biglietto cumulativo di 7 euro si possono visitare tutti gli ambienti della chiesa, compreso il museo del Tesoro della Cattedrale e le tombe reali, dove riposano Federico II di Svevia e i suoi familiari, i sovrani normanni che governarono la Sicilia nel medioevo.

Ma soprattutto il biglietto permette di salire sui tetti della chiesa, inerpicandosi sulla stretta scala a chiocciola di una delle torri. La vista è incredibile, si vede tutta Palermo, il mare e si possono ammirare da vicino tutti i dettagli dell’architettura, che mescola caratteri normanni ed arabi creando uno stile unico e tutto siciliano. È un’esperienza affascinante davvero da non perdere!

  • Per maggiori informazioni sugli orari di apertura ti rimando al sito ufficiale della Cattedrale. In estate organizzano anche aperture serali, trovi tutti i dettagli sul sito.
cattedrale di palermo

Cosa vedere a Palermo: mercati e street food

Visitare Palermo significa necessariamente fare un giro in almeno uno dei suoi mercati:

  • la Vucciria
  • il mercato del Capo
  • Ballarò

È quasi impossibile descrivere l’atmosfera tra le bancarelle strette nei vicoli, i profumi, il vociare della gente, i cibi esposti che fanno pregustare quello che si mangerà a pranzo. Ortaggi, arance dorate, pesci spada a tranci, e altri pesci e molluschi che non li conosco neanche tutti, e poi ad ogni angolo chioschi fumanti di street food: dallo sfincione al pane con le panelle o con la milza, fino a quello indefinibile che frigge quello che c’è.

La Sicilia tutta, e Palermo in particolare, si identificano fortemente con la loro cultura gastronomica, e aprire questo capitolo significa esplorare mondo dentro ad un altro mondo. Ne ho parlato meglio nell’articolo dedicato a cosa mangiare a Palermo.

pesce spada al mercato della vucciria

La chiesa della Martorana

Una chiesa di quelle che ti fanno cadere la mascella. A Palermo ci sono decine di chiese belle, originali o speciali per qualche motivo, e molte sono difficili da scoprire senza la segnalazione di un autoctono, ma la Martorana spicca tra tutte ed è giustamente molto famosa e presente in ogni itinerario.

Ufficialmente si chiama Santa Maria dell’Ammiraglio, ed è una delle chiese bizantine più spettacolari e uniche al mondo. Nei secoli ai mosaici dorati e a colori vivaci di epoca bizantina si sono aggiunte decorazioni in altri stili che hanno reso la Martorana un perfetto esempio dell’evoluzione nel tempo del gusto artistico in Sicilia. La chiesa è cattolica ma di rito bizantino ortodosso, ed è legata da sempre alla comunità albanese a Palermo, che ne ha influenzato lo stile.

Insomma, la Martorana è davvero unica, quando si entra si rimane a bocca aperta di fronte all’ambiente tutto sommato piccolo, ma traboccante di marmi, mosaici, oro, colori vivaci, decorazioni scultoree e dipinti.

  • Proprio accanto, sempre in piazza Bellini, c’è la chiesa di San Cataldo, in un magnifico stile arabo-normanno, che ti consiglio di non perdere.
chiesa della martorana
La Martorana

Il Monastero di Santa Caterina

Un antichissimo monastero per suore di clausura ha recentemente riaperto i battenti come polo museale. Oltre a visitare la bella chiesa e salire sulla cupola, dal 2017 si può anche visitare il monastero, con il suo magnifico chiostro.

Le monache di Santa Caterina per secoli hanno confezionato dolci e torte raffinatissime, come doni di ringraziamento e per realizzare delle entrate. Questa tradizione è sopravvissuta fino a oggi, infatti nel Monastero ha riaperto anche la pasticceria conventuale, e si possono assaggiare e comprare i tradizionali dolci fatti dalle monache.

  • Anche il Monastero di Santa Caterina si trova in piazza Bellini, sul lato opposto a quello della Martorana e di San Cataldo.

Il quartiere della Kalsa

La Kalsa è il quartiere che mi ha fatto davvero innamorare di Palermo, dove trovo quell’equilibro perfetto tra un’arte elevatissima e la cultura popolare più autentica.

Ai tempi dalla dominazione araba la Kalsa era la cittadella fortificata dove risiedeva l’emiro. Oggi, di quell’epoca rimangono i vicoli tortuosi, la mescolanza culturale e l’atmosfera dei mercati, che ricorda molto quella mediorientale.

Alla Kalsa mi piace passeggiare per le sue stradine traboccanti di street food, e osservare i nomi delle vie scritte in arabo, in ebraico e in italiano. Poi perdermi curiosando al mercato, per sbucare in una piazza dove svetta una magnifica chiesa in stile arabo-normanno, o una ricca fontana come quella di Piazza Pretoria, chiamata dai palermitani la Fontana della Vergogna.

mercato nel quartiere della kalsa

Le Catacombe de Cappuccini

Un luogo tanto inquietante quanto affascinante, e che non mi sarei persa per niente al mondo. Una serie di gallerie sotterranee che si snodano al di sotto del convento dei frati Cappuccini nel quartiere della Cuba, dove sono conservati ed esposti in bella vista centinaia di cadaveri mummificati. I corpi sono vestiti di tutto punto, sistemati con cura in piedi o nelle loro bare aperte, in lunghe file ordinate, catalogati con cartellini che dichiarano nome, data di morte e spesso professione del defunto.

Le gallerie più impressionanti sono quelle dei bambini – tra cui la celebre Rosalia Lombardo, una bambina morta nel 1920 e perfettamente mummificata, tanto che sembra addormentata e pronta a destarsi – e quelle delle vergini con i loro vestiti di trine. All’interno delle Catacombe dei Cappuccini le fotografie sono proibite, ma mia sorella ha deciso di sbattersene.

Non è un luogo per tutti, alcuni rimangono impressionati e ti consiglio di valutare attentamente se visitarlo o no. Nel caso in cui non urti la tua sensibilità, è davvero una delle esperienze top tra le cose da fare a Palermo.

Mi sono piaciute talmente tanto che ho dedicato un post nella rubrica Cemetery Safari proprio alle Catacombe dei Cappuccini.

catacombe dei cappuccini

La Cappella Palatina

Un altro capolavoro di architettura arabo-normanna, un altro prezioso gioiello di mosaici dorati che stupisce i visitatori da oltre 800 anni. Si trova all’interno del Palazzo dei Normanni, un po’ fuori dal centro ma comunque raggiungibile a piedi in una mezz’ora al massimo; ne vale la pena.

È semplicemente spettacolare, con una lunga e complessa narrazione di scene sacre e decine di dettagli simbolici: si possono perdere ore ad ammirare ogni singola figura umana, animale o pianta raffigurata nelle scene dei mosaici. Tra le cose da vedere a Palermo, la Cappella Palatina è davvero da non perdere.

Palazzo dei Normanni o Reale

Il Palazzo dei Normanni, al cui interno si trova la Cappella Palatina, è oggi sede della Regione Sicilia. Alcune parti sono però aperte ai visitatori: gli Appartamenti Reali, la Sala Re Ruggero, la Cappella Neogotica, la Torre Pisana e i Giardini Reali.

Il biglietto di ingresso comprende tutti questi ambienti di Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina.

mosaici della cappella palatina a palazzo dei normanni

L’Annunciata di Antonello da Messina

Da solo questo dipinto basta come motivo per visitare Palermo e la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, ma anche il resto del museo è molto interessante. La Galleria espone sculture e dipinti che raccontano la storia dell’arte in Sicilia, con alcuni pezzi di particolare interesse, come il grande affresco staccato Il Trionfo della Morte, visionaria scena allegorica del 1400 dipinta da una mano anonima quanto ispirata.

Tornando all’Annunciata di Antonello da Messina, è talmente bella e emozionante che si potrebbe guardare per ore il suo volto, ma soprattutto la sua mano sospesa in un gesto naturale ed enigmatico, la mano più bella di tutta la storia dell’arte italiana.

Il Duomo di Monreale

A qualche km di distanza dal capoluogo, questo piccolo paese merita sicuramente una visita di mezza giornata per ammirare il suo bellissimo duomo e per godersi una passeggiata per le sue stradine caratteristiche (e magari anche uno spuntino).

Il Duomo di Monreale è giustamente famosissimo perché è un capolavoro di architettura e di arti applicate, ancora una volta il prodotto del felice incontro in Sicilia tra Arabi e Normanni,. Sono contenta di averlo visitato con una guida turistica locale: vale davvero la pena di spendere del tempo e qualche euro per conoscerlo in modo approfondito.

interno del duomo di monreale

Cosa vedere a Palermo: la Zisa

Uno dei più interessanti esempi di architettura arabo-normanna a Palermo. Il castello della Zisa fu costruito del XII per volere di Guglielmo I, re Normanno, che utilizzò le abili maestranze arabe già presenti in Sicilia.

Quando i Normanni conquistarono la Sicilia strappandola agli arabi, non li cacciarono, ma anzi utilizzarono le loro conoscenze, che in molti campi erano assai più avanzate delle loro. A partire dall’edilizia.

La Zisa è piena di soluzioni tipicamente arabe, di decorazioni orientali, di ingegnosi trucchi per sfuggire al caldo e al sole della Sicilia. Camminare tra le sue mura massicce è come fare un salto indietro nel tempo.

  • Orari: la Zisa è aperta dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 19.00. La domenica e i festivi dalle 9.00 alle 13.30.

La chiesa di San Domenico

San Domenico non è soltanto una delle tante belle chiesa di Palermo, ma è quella che è diventata il Pantheon degli Uomini Illustri della Sicilia. Io ci sono venuta per siciliano in particolare, volevo visitare la tomba d Giovanni Falcone, che è sepolto qui.

Ho colto l’occasione anche per visitare il bel chiostro annesso alla chiesa, dove si respira un’aria di pace fuori dal tempo. L’ingresso alla chiesa è gratuito ma sono gradite le donazioni; l’accesso al chiostro costa un euro.

Il Museo Falcone e Borsellino e il “bunkerino”

Se vuoi approfondire meglio la storia della lotta alla mafia devi visitare il Museo Falcone e Borsellino, che si trova all’interno del Palazzo di Giustizia di Palermo.

Il museo è nato grazie alla volontà di Giovanni Paparcuri, sopravvissuto a una strage mafiosa, che ha deciso di raccontare in prima persona gli eroi e le storie della lotta alla mafia. Il museo è allestito nelle tre stanze che costituiscono il famoso bunkerino, il locale blindato dove i giudici Falcone e Borsellino si incontravano.

Le visite vengono condotte personalmente dal signor Paparcuri, e sono soltanto su prenotazione (ecco il link al sito del tribunale per prenotare)

tomba di giovanni falcone nella chiesa di san domenico

Consigli pratici per visitare Palermo

  • Per organizzarsi:

Per pianificare la tua visita alla scoperta della città e decidere cosa vedere a Palermo, ti consiglio di passare dal Micro, il punto informativo di VisitPalermo.it (in via Alloro, a due passi da Palazzo Abatellis e dal porto). È micro ma gestito da ragazze simpatiche e accoglienti che conoscono bene la città, e soprattutto è utilissimo per avere consigli su cosa visitare e dove mangiare, dormire, ecc. Insomma, un punto di riferimento per iniziare a visitare Palermo con il piede giusto.

  • Dove dormire:

Io sono stata a Casa di Amici, ed il nome è perfetto perché mi sono sentita proprio così: ospite a casa di amici. A Casa di Amici è un ostello con camere comuni e private – io e mia sorella infatti avevamo una stanza privata grande e comoda con bagno privato – ma anche una scuola di musica, di percussioni in particolare, ed un luogo dove incontrare amici, culture e idee dal resto del mondo. Strumenti, libri, caffè e chiacchiere sono ovunque e a disposizione di tutti.

  • Come spostarsi:

A piedi! Gli autobus ci sono, ma le distanze sono quasi sempre affrontabili a piedi con qualche decina di minuti di passeggiata (a parte Monreale). Secondo me se eviti di camminare nelle stradine e per le piazze ti perdi un sacco di cose. E ogni tanto concediti il piacere di perderti!

  • Cosa leggere prima di partire:

Per approfondire la conoscenza con la città ti suggerisco di leggere il post dedicato ai libri su Palermo; mentre per organizzare il tuo viaggio ti consiglio queste guide:

E tu ci sei mai stato? Se hai altri consigli da aggiungere ai miei su cosa vedere a Palermo e cosa fare, lasciami un commento e condividi la tua esperienza con altri viaggiatori!

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6 commenti

  • Post denso ed intenso, alcune città sono davvero troppo complesse per essere raccontate, ho grandi difficoltà per Napoli ad esempio, è stata una settimana speciale, piena di sorprese, ma sono ancora a lottare con le parole… Questa tua Palermo cattura ed affascina.

  • Francesca Pierucci

    Ciao Claudia,sai proprio invogliare ad andare a vedere di persona i luoghi che hai visitato!!
    Dalla tua descrizione sembra di percepire i profumi e i rumori di una Palermo “sgarrupata” come tu dici.(termine che trovo giustissimo).Ciao.

  • Ciao Claudia,

    Che testo meraviglioso! Mi ci ritrovo molto nelle tue parole, perché ogni volta che vado a Palermo ho più o meno le stesse sensazioni che descrivi tu.
    Sono sicura che è un testo che piacerà molto anche ai palermitani orgogliosi della loro terra.

    Ti leggo sempre, anche se non commento. 🙂

    Baci,

    Patricia

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